Pokemon Go: in o out?

Ebbene sì, lo ammetto, anch’io sono caduta nella trappola “Pokemon Go” e ho scaricato l’applicazione più cliccata del momento!

pokemon-goIMMAGINE DAL WEB

Iscrizione, creazione del mio avatar e tac ecco i primi Pokemon accanto a me!

La prima impressione, in verità, è stata di cominciare a essere in preda a delle paranoie! La “realtà aumentata” mi ha immediatamente fatto vivere la sensazione che i piccoli mostriciattoli potessero sbucare da un momento all’altro o che fossero nascosti sotto il mio letto e dentro l’armadio. Inevitabilmente ho pensato alle conseguenze nelle persone che hanno dei gravi disturbi di tipo delirante e al fatto che paradossalmente sarebbero risultate assolutamente in “linea” con la situazione.

La seconda percezione è “l’effetto walking dead”. Con il cellulare in mano ho iniziato a muovermi goffamente nello spazio, gli occhi incollati sullo schermo, cambi di direzione repentini e massima attenzione per veder sbucare Pikachu! In un attimo di lucidità e di percepito imbarazzo mi sono detta: “cosa sto facendo?” In evidente stato di vergogna, alzati gli occhi, mi ha invaso però il conforto: ovunque altri “zombie” come me! Capannelli di ragazzi a fare rifornimento di pokeballs, lupi solitari in mezzo ai prati in attesa, mamme che con la scusa di aiutare nella ricerca il ragazzino si impossessano del suo cellulare, automobilisti a rischio ritiro patente. È davvero un fenomeno globale mi dico!

E allora cosa può spingere una persona a entrare in un loop del genere?

Certamente la curiosità è l’elemento centrale che caratterizza ogni tipo di “fenomeno” nuovo che desta attenzione e fa parlare di sé: non dimentichiamoci l’interesse suscitato dall’ormai “normale” Facebook appena uscì! Tutto ciò che non conosciamo e ci incuriosisce ha un fascino particolare e il poter soddisfare questo interesse solo con un click rende tutto più semplice. A questo aggiungiamo la sfida e la competizione per riuscire ad ottenere il maggior numero di creature, diventare un bravo allenatore e raggiungere livelli alti di competenza. L’elemento della ricerca difatti fa di questa app un successo garantito! Molti giochi, da quelli interattivi a quelli da tavolo, che hanno ottenuto un vasto consenso di pubblico, hanno come obiettivo l’attivarsi per scovare qualcosa…un tesoro, gli indizi, il nemico, la soluzione di qualche enigma…nascondino ne è un antesignano con i fiocchi! Un’altra componente presente nel boom di questo gioco lanciato dalla Nintendo è l’aspetto ludico, il piacere di giocare, di ritornare tutti un po’ bambini e immergersi nella realtà carica di elementi fantastici. L’essere umano ha bisogno di svagarsi, di “staccare la spina“ dalle difficoltà quotidiane , di distrarsi e di provare piacere e lo fa nei modi più disparati: dalla musica alla lettura, dalla palestra al ballo, dal ristorante alla beauty farm. Non da ultimo esistono dei risvolti di tipo sociale, o meglio relativi alla spinta ad uscire di casa con l’obiettivo di scoprire dove si nascondono i simpatici animaletti e magari trovarsi in compagnia di altri appassionati cercatori. Ciò crea anche una possibilità di incontro tra le nuove generazioni ultra tecnologiche e le vecchie che provano a immergersi in questo mondo, divertendosi facendo affidamento sulle dritte e l’aiuto dei più piccoli.

Certo è che ognuna di queste caratteristiche può essere soggetta a una doppia lettura, in base al significato e all’investimento che ogni persona attribuisce al simpatico giochino. Scaricarlo e conferirgli un ruolo marginale di svago momentaneo, di divertimento tra amici o di passatempo è ben diverso da renderlo pregnante in ogni momento della giornata. Una persona con caratteristiche di tipo dipendente sarà facilmente catturato da questa tipologia di gioco, ma potrebbe esserlo altrettanto dai social network o dalla Playstation. Molti di quelli che oggi stanno a testa bassa a cercare un Pokemon, ieri erano a testa bassa a postare o a chattare sui social! Chi non gode di una buona autostima potrebbe riversare su questa competizione una voglia di rivalsa e misurare l’auto percezione delle proprie capacità, identificandole con il grado di forza del suo parco Pokemon. Dall’altro lato però, altrettante persone potrebbero utilizzare questo gioco come un’opportunità per “agire un cambiamento”. Ciò non vuol dire che basta lasciarsi trascinare fuori di casa da Squirtle e compagni per eliminare problematiche quali fobie o depressione ma, sicuramente, un passo verso un nuovo modo di guardare alla realtà può essere utile a cominciare a prendere consapevolezza della possibilità di alternative plausibili.

Concludendo, questo fenomeno non sarà ciò che porterà alla distruzione del genere umano né la panacea di tutti i mali ma se riuscirà ad avere una parte nella nostra vita la avrà in base al ruolo e al valore che ognuno di noi vorrà dargli…io come psicoterapeuta non avrò difficoltà, se dovessi ritenerlo utile, a prescrivere ad un mio paziente di scaricare e utilizzare Pokemon Go!

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