Quando fare sesso non è importante: le “coppie bianche”

Esiste il sesso senza l’amore ma, anche se potrebbe sembrare meno frequente, esiste l’amore senza il sesso.

                       IMMAGINE DAL WEB

Le coppie che rimangono coinvolte solo nei “preliminari” e non riescono a compiere l’atto sessuale completo, cioè comprensivo della penetrazione, sono definite coppie bianche.

Ma cosa si nasconde dietro questa mancanza?

Gli aspetti da tenere in considerazione come origine di tali comportamenti, possono presentarsi singolarmente o in combinazione tra loro e, sono di tipo:

Anatomico: sono condizioni più rare ma, le donne possono presentare un imene rigido o malformazioni della vagina e gli uomini una fimosi (impedimento a far scorrere il prepuzio sul glande) o il frenulo corto.

Psico-sessuologico: la donna può vivere una condizione di “disturbo da dolore sessuale” denominata vaginismo per cui la penetrazione è resa impossibile dal forte dolore causato dall’irrigidimento delle pareti vaginali, mentre gli uomini possono presentare un’eiaculazione precoce (spesso “ante portam“) o una disfunzione erettile. Altro aspetto da considerare riguarda la situazione in cui i componenti della coppia soffrono di un disturbo del desiderio, per cui non esiste alcun interesse all’approccio sessuale verso il partner.

Sociale: un’educazione troppo rigida nei confronti della sessualità o credenze etico – religiose possono essere causa di un irrigidimento nei confronti dei rapporti sessuali, che possono essere vissuti con un senso di vergogna e turbamento.

Tali cause possono riguardare sia la donna che l’uomo o entrambi i partner.

Se il disagio appartiene ad uno dei componenti della coppia e quindi la “scelta” di non avere rapporti sessuali completi non è condivisa, il partner “sano” potrà aderire per amore alla richiesta del compagno/a ma vivrà la relazione con un forte senso di frustrazione che porterà ad uno sfaldamento del rapporto e, nel migliore dei casi, ad una richiesta di aiuto.

Esistono però coppie che si “incastrano” alla perfezione e possono rimanere in astinenza anche per tutta la vita, senza mai sentire il bisogno di rivolgersi ad un esperto. È come se sancissero tra loro un tacito accordo, ad esempio tra una donna vaginismica e un uomo con una disfunzione erettile: entrambi i soggetti hanno la stessa esigenza di mantenere e sostenere lo “status quoproprio per non affrontare il disagio. Queste coppie compensano la loro soddisfazione sessuale concentrandosi sui preliminari che possono comunque portare ad una gratificazione e ad un piacere sessuale.

È solo nel momento in cui sopraggiungono fattori esterni, come ad esempio la volontà di procreare, che il sistema viene messo in discussione. Infatti, la coppia non percepisce la mancanza della sessualità come un disagio a sé stante, ma piuttosto come un limite alla voglia di allargare la famiglia.

Nonostante la parvenza di “normalità“, queste coppie sono “non complete“, non riescono a vivere un’intimità sessuale che renda il loro rapporto gratificante e si ritrovano a considerarsi come fratello e sorella e ad eliminare un elemento fondamentale della vita a due.

Un primo passo verso la risoluzione è il dialogo all’interno della coppia, grazie al quale è possibile aprire uno spiraglio, mettendo in luce frustrazioni e insoddisfazioni tipiche di questa condizione. Successivamente però servirà affidarsi ad un esperto che possa far emergere le cause e possa aiutare i soggetti coinvolti a scoprire un nuovo modo di stare insieme.

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